"Si faccia arte per bucare il cielo e studiare quel che piove dabbasso"
I NOTTURNI - 'duemilaventisei
Composto da Notturno Vegetale e Notturno, entrambe le opere mostrano un processo di evoluzione, dove il valore essenziale è quello di esporre le ferite senza proporsi ad un giudizio sociale, né personale. L'immutabilità della ferita non è, in queste opere, oggetto di discussione o di dimostrazione teatrale. Vuole, al contrario, essere comune collegamento al resto del mondo. Non importa chi o cosa l'abbia causata e quanto grande sia. Importa che abbia trovato una strada per rendersi riconoscibile, fuoriuscire dal suo schema e sorgere anziché deteriorarsi nel corpo. In Notturno il contrasto è netto fra l'Io sommerso e la volontà di riaffiorare, seppur solo con un dito, verso ciò che ancora può tenerci in vita. In definitiva, I Notturni è una serie volta a riconoscere il dolore che muta in riscatto. Riaffiora e viene perdonato in favore della libertà.
Ricordando un passo di Wislawa Szymborska: Una morte invisibile. [...] Lei si alza, come ci si alza. Lei cammina, come si cammina. Canta anche e si pettina i capelli, che crescono. Allo stesso modo i Notturni raccontano l'epilogo alla sopravvivenza con silenziosa fierezza. Con un certo garbo, così come lo si deve a tutto ciò che dà possibilità di prosperare.
Pittura figurativa
2025 - 2026



SE IO ESISTO - 'duemilaventicinque
Olio su tela - 60 x 50 cm
IN COLLEZIONE PRIVATA
LO SCARABEO - 'duemilaventicinque
Olio su tela - 60 x 50 cm
IN COLLEZIONE PRIVATA
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